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Schiavitù tra vecchio e nuovo mondo: un confronto

17 ore fa
Tempo di lettura: 4 min

Aggiornamento: 2 ore fa

V Convegno della Fondazione Ernesta Besso



Martedì 17 novembre 2026 | dalle 9.00 alle 18.00

Mercoledì 18 novembre 2026 | dalle 9.00 alle 12.30


Fondazione Ernesta Besso

Largo di Torre Argentina 11 - Roma


PROGRAMMA di Martedì 17 novembre


9:15-9:30 Saluti - Caterina De Mata, Marina Caffiero


9:30-10:00 Lecture di Alessandro Portelli (30 min), Not a story to pass on. Schiavitù, immaginazione e memoria


I sessione

10:00-12:30

La schiavitù tra Mediterraneo e Atlantico:

politica, letteratura, arte, linguaggio



10:00-10:20 Giovanni Tarantino, Schiavitù e linguaggi politici nello spazio atlantico: le voci di “Cato” (1713–1780)


10:20-10:40 Giulio Talini, Sui limiti della proprietà. Abolizione della schiavitù e riforma agraria nel Cercle Social (1791-1794)


10:40-11:00 Pausa caffè


11:00-11:20 Giuseppe Capriotti, A margine della schiavitù mediterranea. Una letteratura politica degli Schiavi di Michelangelo


11:20-11:40 Mauro Salis, Intravedere la schiavitù attraverso le immagini devozionali nella Sardegna spagnola


12:30-13:30 Pausa pranzo


II sessione

14:00-15:30

La Chiesa e la schiavitù



14:00 -14:20 Patrizia Delpiano, Chiesa cattolica, santità, schiavitù: il caso del gesuita Pedro Claver (1580-1685)


14:20-14:50 Giovanni Pizzorusso e Matteo Sanfilippo, Schiavitù, colonizzazione ed emigrazione. Riflessioni della Chiesa di Roma tra Sei e Ottocento


14:50-15:10 Alessandro Tuccillo, Pio VII "against the infernal crime": ambizione frustrata degli abolizionisti inglesi


15:30-15:50 Pausa caffè


III sessione

15:50-18:00

La schiavitù femminile tra Africa, Europa e Americhe (15:50-18:00)


Modera: Arianna Mele


15:50-16:10 Claudia Stella Geremia, Scrivere le vite: donne africane e genealogie della schiavitù tra Mediterraneo e Atlantico (XVI–XVIII secolo)


16:10-16:30 Maria Teresa Fattori, Sguardi missionari sulle donne africane rese schiave «perpetue»: Congo e Sidamo (XVII-XIX secolo)


Alice Sanna Bucci, Schiave a corte: nuove evidenze documentarie in età moderna


16:30-16:50 Serena Mocci, Schiavitù e abolizionismo nell’Ottocento americano: una prospettiva femminile


16:50-17:10 Giacomo Ghedini, Le "morette", dalla schiavitù al chiostro: traiettorie di vita di afro-italiane del XIX secolo


Cena

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PROGRAMMA di Mercoledì 18 novembre dalle 9:00 alle 12:30


9:15-9:45 Lecture di Andrea Errera, La schiavitù come concetto giuridico e la sua disciplina normativa in età moderna


IV sessione

9:50-11:30

Itinerari della schiavitù: Malta e il Mediterraneo


Modera: Andrea Sortino


9:50-10:10 Sabina Pavone, Schiavitù e conversione. Strategie e narrazioni gesuitiche tra Napoli e Malta


10:10-10:30 Luca Lo Basso, in collegamento, Schiavitù, politica e congiura nel Mediterraneo moderno: un Pachà ottomano a Malta


10:30-10:50 Pausa caffè


10:50-11:10 Filomena Viviana Tagliaferri, Pane, carne e libertà: modelli alimentari nordafricani tra Inquisizione e riscatto nella Malta di fine '600 e inizio '700


11:30-12:00 Lecture conclusiva - Riflessioni conclusive

Giulia Bonazza, Schiavi del re tra Mediterraneo e Atlantico (XVIII-XIX

secolo)

In età moderna, periodo preso in conto da questo convegno, la cosiddetta “schiavitù mediterranea” era la prosecuzione di una pratica radicata da millenni nello spazio mediterraneo, e da secoli nel rapporto tra cristiani e musulmani. Con questa espressione si indica un fenomeno presente in entrambe le sponde del

Mediterraneo, in Europa e nei paesi islamici. Secondo il maggiore storico della questione in Italia, Salvatore Bono, è stata una storia taciuta a lungo fino almeno all’irruzione a metà del secolo scorso del rivoluzionario volume di Fernand Braudel sul Mediterraneo (1949). Sebbene da allora la massa degli studi si sia molto accresciuta, tuttavia un lungo silenzio storiografico ha ancora caratterizzato questo tema, ad esempio a confronto con le ricerche sulla schiavitù nel mondo classico e sulla tratta atlantica. Sicuramente una spinta molto forte all’approfondimento di queste tematiche è riscontrabile negli ultimi decenni anche in Italia, sia in relazione alle vicende politiche, militari e sociali (il flusso delle immigrazioni, la convivenza di culture diverse, la nascita di nuove forme di schiavitù), sia in conseguenza di un rinnovamento storiografico e metodologico più attento a comprendere nella vicenda mondiale e globale (World history) non solo la storia delle idee e dell’abolizionismo o la storia economica, ma le vite di individui e gruppi, la ricostruzione dei comportamenti e delle emozioni, le strategie di sopravvivenza, gli scambi tra “diversi”, i sincretismi culturali, le agentività (agencies), cioè la capacità dei protagonisti di agire autonomamente, di avere controllo sulla propria vita e di prendere decisioni, in contrapposizione al sentirsi impotenti e passivi.


Il convegno intende affrontare la fase cronologica che va dal XV al XIX secolo, vale a dire una “lunga età moderna”. Se già al 1444 risale il primo arrivo di schiavi africani neri a Lisbona, è in questa fase che il fenomeno ha assunto caratteri nuovi in seguito ai profondi mutamenti intervenuti nello spazio mediterraneo, sia in conseguenza delle guerre tra Europa e Impero ottomano che della scoperta del Nuovo Mondo.


La schiavitù mediterranea precedette e poi accompagnò quella atlantica, dalla quale la distinguevano essenzialmente due caratteri: la reciprocità, per cui tutte le parti attive nella tratta - cristiani, musulmani, ebrei - catturavano, commerciavano e possedevano schiavi, e la reversibilità, cioè la più estesa possibilità, per quella mediterranea, di recupero della libertà da parte degli schiavi e d’integrazione nella società. La prima forma di schiavitù, quella mediterranea fu anche l’ultima a scomparire. Si pensi al paradosso della permanenza della schiavitù dalla Roma classica a quella cristiana, fino a metà Ottocento. Tuttavia, pur nella diversità tra modello atlantico ed europeo esistono anche somiglianze e connessioni.


Lo studio della schiavitù inoltre suscita riflessioni sul nostro presente a partire dalla drammatica vicenda dell’emigrazione contemporanea.


Ingresso gratuito fino a esaurimento posti.


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